Prototipazione e testing | Battiti 2019-20

Martedì 21 gennaio ha avuto luogo il quarto incontro di Battiti, durante il quale abbiamo progettato operativamente i test di mercato delle quattro startup, anche grazie al sostegno di quattro mentor chiamati per l’occasione (e che ringraziamo calorosamente!): 

  • Massimo Giacchino, autore di Design Marketing ed ex CMO FruttaWeb per Squiseat.
  • Paolo Martinelli, presidente di Archilabò per Solletico.
  • Letizia Piangerelli, Facilitator e Member at Cocoon Pro per Baumhaus.
  • Francesco Baruffi, Head of Open Innovation Projects, Emil Banca; Mug Project Coordinator per Artplace.

Durante la giornata Stefano Schiavo, fondatore e partner di Sharazad, società di consulenza in ambito marketing strategico, lean business innovation e organizzazione aziendale, ha supervisionato tutti i progetti insieme a Nicoletta e Gaspare.

La metodologia a cui si fa riferimento [come abbiamo già anticipato qui] combina lean approach, agile methodology e impatto. Essa spinge a trattare il proprio progetto di business come una serie di assunti che devono essere sottoposti a verifica, attraverso test empirici e veloci di coinvolgimento dei propri pubblici (realizzabili anche su piccolissima scala), partendo dall’identificazione del dato-per-scontato che si cela dietro questo processo.

Seguendo questo approccio, Battiti è strutturato per favorire l’emersione di tre tipi di ipotesi:

  • VALUE HYPOTHESIS: è l’ipotesi che indaga se e che tipo di valore un progetto genera per i pubblici a cui si riferisce.
  • GROWTH HYPOTHESIS: è l’ipotesi relativa alla possibilità di raggiungere tutte le persone che potrebbero beneficiare/essere interessate ad un prodotto e/o servizio.
  • IMPACT HYPOTHESIS: è l’ipotesi attraverso cui si cerca di comprendere se l’utilizzo o l’adozione di un prodotto e/o servizio genera il cambiamento positivo sociale o ambientale che ci si è dati come obiettivo. Risponde alla domanda: “è la soluzione più efficiente per raggiungere il cambiamento atteso?”

È un cambio di paradigma che supera la pianificazione a tavolino e di dettaglio di un prodotto o servizio, verso l’identificazione degli elementi strettamente qualificanti del proprio progetto e la verifica per il proprio target. In altre parole, è un approccio strutturato per mettere alla prova un’idea e ridurre al massimo i costi connessi al rischio di fallimento, analizzando il comportamento della clientela potenziale e dei beneficiari prima di arrivare con un prodotto e/o servizio sul mercato. 

Mettere alla prova un’idea vuol dire creare occasioni di “oggettivazione” di un comportamento da parte del pubblico a cui ci si sta rivolgendo; significa, cioè, rendere osservabile un determinato modo di agire. È questo che intendiamo con pretotipazione: un processo attraverso cui verificare non tanto le caratteristiche del proprio prodotto o servizio quanto le ipotesi che vi sono alla base. 

Sono tante le modalità attraverso cui creare un frame di comportamento per testare le ipotesi relative alla proposta di valore (value hypothesis) o alla crescita (growth hypothesis). La maggior parte di esse si fondano sulla simulazione, ossia sulla creazione di un contesto “fittizio” dove proporre un prodotto o servizio che non esiste ancora.

Il prossimo appuntamento di Battiti si terrà il 29 gennaio: un incontro sulla misurazione d’impatto e una Mentors’ Evening attraverso cui verificare con esperte ed esperti la rischiosità delle ipotesi e delle azioni individuate dalle startup.