Unicità, benchmarking e clienti: intervista a Baumhaus | Battiti 2019-20

Secondo appuntamento di Battiti, il percorso di accelerazione che mette al centro l’impatto promosso da Emil Banca e realizzato con il contributo tecnico di Kilowatt. Un incontro, quest’ultimo, dedicato all’unicità del proprio progetto imprenditoriale, a partire dalla delineazione del problema che definisce il segmento di clientela a cui ci si vuole rivolgere.

Pensare ai problemi è difficile perché significa astrarre dalla propria proposta di valore, non darla per scontata, ma (ri)partire dai clienti e da ciò che loro ritengono essere di valore. Un problema è, infatti, proprio ciò che vorrebbero fare ma non possono (ancora) oppure è ciò che succede loro e vorrebbero non succedesse, a prescindere dalla nostra esistenza sul mercato. Per questo motivo, rappresenta il primo passo per capire quali sono le ipotesi che saranno oggetto del test.

Una volta definito il segmento di clientela in termini di utenti che condividono un medesimo problema, si passa a cercare sul mercato chi altro risponde a quel timore specifico, anche in settori diversi. Abbiamo sviluppato questa parte in maniera dialogica: ognuno ha cercato per sé e anche per le idee altrui, proprio per minimizzare la tendenza a centrare la ricerca sulla soluzione che già si ha in mente. È questa l’analisi di benchmark proposta dall’ultima edizione del percorso. 

Problema da risolvere, alternative capaci di rispondere a quella specifica preoccupazione dei clienti: su questa base di conoscenza si circoscrive una propria unicità, intesa come modalità di risposta al problema identificato in maniera diversa, migliorativa, rispetto a chi opera già sul mercato.  

Per capire in che modo la definizione di un problema da cui partire nell’individuazione della propria unicità possa avere un riscontro pratico, abbiamo intervistato una delle realtà partecipanti al percorso: Baumhaus.

Baumhaus vuole costruire un modello formativo di qualità, all’altezza dei desideri delle nuove generazioni e a prova di futuro. Immagina un ecosistema aperto di enti di formazione, scuole, istituzioni e imprese del territorio che sia in grado di rispondere in modo efficace, inclusivo e trasformativo ai bisogni delle ragazze e dei ragazzi, anche in situazione di svantaggio sociale.

domande 

>> Durante il II incontro di Battiti abbiamo analizzato i problemi dei clienti. Quale problema volete risolvere? 

Per la strutturazione del progetto a cui stiamo lavorando, i clienti a cui ci vogliamo rivolgere sono aziende ed enti di formazione professionali. 

I principali problemi a cui baumhaus intende rispondere sono legati ai bisogni specifici delle aziende in un sistema ad alta mobilità lavorativa. Crediamo però che la risposta a questo bisogno non sia scontata. Spesso alla base di questo bisogno c’è un disallineamento tra i desideri e le aspirazioni legittime di cui le nuove generazioni sono portatrici e le mansioni offerte dalle aziende. Di sovente vengono richieste unicamente competenze verticali che mettono in secondo piano la complessità di individui in continuo cambiamento e in fase di crescita. La sfida secondo noi è riuscire a contribuire a un sistema più equo, che valorizzi il portato esperienziale e le aspirazioni di ciascuno/a, non solo perché è “giusto”, ma perché cambiare punto di vista può portare a una proposta di servizi differenziata e contemporanea.

>> Raccontateci la storia di qualcun altro, scoperto grazie al benchmark. Cosa vi ha insegnato?

Guardiamo ad alcune agenzie del lavoro che offrono percorsi di reskilling/upskilling ad accesso gratuito: queste realtà hanno una proposta formativa sicuramente all’avanguardia, ma focalizzata quasi esclusivamente sui bisogni immediati delle aziende, che difficilmente riesce invece a intercettare le diversità di linguaggi e ritmi di vita della nuove generazioni. Spesso quindi vengono proposti modelli competitivi di sviluppo professionale in cui l’eventuale fallimento è visto solo come responsabilità individuale. Crediamo invece che il problema vada affrontato nella sua complessità, coinvolgendo quindi gli enti di formazione che lavorano per favorire processi di apprendimento delle nuove generazioni perché sviluppino percorsi agganciati a una visione inclusiva e sostenibile di futuro, anche pensando a un mercato del lavoro in radicale mutazione e alle sfide poste da un modello economico insostenibile, per il pianeta e per le persone.

>> Descrivete in 3 parole i valori del vostro progetto

empowerment giovanile

valorizzazione delle competenze trasversali 

innovazione tecnica professionale

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Per informazioni: 
emilbanca.it/battiti